al
Gennaio a Novembre 2000, nella zona pastorale di Monopoli, si sono tenuti
alcuni incontri, con un tema comune, per approfondire il “ mistero della
Chiesa, il suo dividersi, le finalità del suo esistere”.
Gli
incontri erano rivolti ai laici, ai religiosi e al clero. Per noi laici è
stato utile, ricercare e indagare sul vero significato del termine laico.
Il
filo conduttore “del corso” è stato il documento conciliare “LUMEN
GENTIUM”. La costituzione è stata studiata, nelle sue varie parti, sia
con l’aiuto di relatori che in piccoli gruppi.
Non
dimentico il primo incontro tenuto dalla dott.ssa R. Laselva (psicologa)
“……Dall’ascolto e dalla comunione di tutti, possono nascere delle
direttive univoche valide per tutti e che quindi non ledano la libertà di
ciascuno…….”.
Lo
studio della L.G. ha messo in rilievo l’importanza che il Concilio
Vaticano II ha dato ai laici, precisando e chiarificando i loro compiti. E’
del 23- 11- 2000 la riconsegna ai laici, da parte di Sua Santità Giovanni
Paolo II dei documenti conciliari. Le novità prodotte dal Concilio Vaticano
II sono talmente “importanti” che il loro attuarsi nella vita della
Chiesa è arduo, c’è bisogno di una metabolizzazione lenta e ponderata.
L’azione
del laico impegnato è a 360 gradi, egli è l’ultima maglia della rete
quello che ha maggiore contatto col mondo, egli è nel mondo. Nel mondo è
“…chiamato a glorificare Dio Padre in Cristo…” - “… a cercare il
regno di Dio, trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio…”
(L.G.31) - (Ch. Laici 15). Il fedele laico sa che è “…il mondo il suo
ambito, il mezzo per la sua vocazione…” (Ch. Laici 15). Ma nella nostra
specifica vocazione cerchiamo di attingere “…dalle fontane del villaggio…”
(Giovanni XXIII).
Il
compito prevede quindi, una forte assunzione di responsabilità. Forse molti
di noi, sino ad ora, hanno preferito non affrontare certe innovazioni che la
Chiesa ha dettato dopo il C.V. II.. Questo “non conoscere” a volte ha
creato dei disguidi. D’altra parte, basta solo leggere, interpretare e
attuare correttamente il Vangelo.
Gli
incontri del “ per…Corso” hanno messo in rilievo proposte, attese,
pensieri comuni a tutti i partecipanti. N’elenco alcune tratte dagli
appunti finali di verifica, rilasciati a tutti, da parte di Don. Pasquale
Vasta.
A)
Che ponendo Cristo al centro ci si trovi tutti uniti, di tanto in tanto,
nell’ascolto della Parola e nella preghiera comune.
B)
Che continui questo cammino di crescita e approfondimento.
C)
Che si dia primato pastorale-nei vari settori-alle famiglie e ai giovani.
D)
Che di fronte ai vari problemi del territorio, la Chiesa di Monopoli ponga
unitari segni di profezia.
Penso,
che ogni partecipante abbia poi tratto le sue conclusioni; le mie sono: solo
con l’apporto corale e responsabile, in umiltà e correttezza, si potrà
procedere ad una revisione della “visione Chiesa” (rapporto di tutte le
parti che la compongono).
Al
Convegno Diocesano, tenutosi a Monopoli il 1-12-2000, la relazione di Don.
Vito Fusillo si concludeva con una bellissima frase di “A. di Saint
Exu-pery” …”..Sveglia negli uomini la nostalgia del mare, lontano e
sconfinato. Appena sarà risvegliata la sete, gli uomini si metteranno
subito a lavoro per costruire la nave…”.
Forse
perché oggi incombe lo scirocco, ma mi sembra di avere una gran sete.
Riprendiamo
il corso? Riprendiamo il Percorso?
Teresa
de Bellis Vitti