|
AL VIA IL SETTIMO ANNO DEL SEMINARIO
DIOCESANO SULLA CONSULENZA FAMILIARE
Sono arrivate per posta nei giorni scorsi in tutte le
parrocchie della diocesi, ma anche alle 35 coppie di consulenti
familiari zonali già sul territorio diocesano, alle otto coppie
ammesse al terzo anno, alle undici coppie ammesse al secondo anno,
nonché alle coppie referenti o comunque segnalate in attività
collegate alla pastorale familiare: si tratta delle lettere con le
copie del Programma 2002 del Seminario sulla consulenza familiare,
che ormai da sette anni attivano in autunno l’Ufficio pastorale
della Famiglia e il Consultorio diocesano. L’augurio del
Vescovo, e l’attesa degli organizzatori, è che almeno una
coppia di ogni parrocchia intraprenda ogni anno il percorso
triennale: un obiettivo ideale ma pur sempre minimo, come
dimostrano le coppie di consulenti zonali che dopo il triennio
scelgono itinerari di formazione più impegnativi. Iscrizione e
partecipazione al corso sono gratuite, d’intesa col proprio
parroco, ma non lasciamo soli i sacerdoti in quest’opera di
invito alle coppie cristiane disponibili a prepararsi alla
relazione di aiuto. Infatti siamo nel bel mezzo del progetto
territoriale “La famiglia aiuta la famiglia”, lanciato alcuni
anni fa dal competente Ufficio Famiglia e dal Consultorio
diocesano voluto dal Vescovo nel 1996. Il territorio di
riferimento sono le 12 zone pastorali, cioè le undici città
della diocesi Conversano-Monopoli più la zona pastorale di Fasano
Sud. Tutte le coppie nate dal sacramento del Matrimonio sono
potenzialmente destinatarie di questo invito, in quanto hanno
ricevuto in se stesse il seme d’amore di quello Spirito che fa
di tre persone un solo Dio, e la chiamata a seguire il Maestro nel
servizio verso ogni uomo e ogni donna bisognosi di aiuto, a
qualsiasi età e di qualsiasi provenienza, in quanto membra
dell’unica famiglia umana, creature amate dallo stesso
Creatore.Tanto più ci spinge la passione per le famiglie
bisognose di aiuto, in quanto nidi d’amore progettati per la
vita ma spesso a rischio di diventare tutto il contrario (la
cronaca quotidiana ci sommerge di sofferenze familiari). Le coppie
dei consulenti familiari che hanno già completato il seminario
dovrebbero fare da battistrada sia nel servizio organizzato dei
“Centri famiglia” cittadini, collegati in rete col
Consultorio, sia nell’orientamento di nuove coppie, soprattutto
se giovani e con professionalità utili in una relazione
d’aiuto, perché si iscrivano subito a questo Seminario. La
segnalazione di nuove coppie e l’invito a dare al parroco la
loro disponibilità in questo delicato servizio, è compito anche
delle coppie referenti della pastorale familiare: responsabili
parrocchiali, consulte cittadine, consulta diocesana, responsabili
di associazioni o movimenti ecclesiali, o di istituzioni
specifiche come il Pro-Familia, o anche dei numerosi gruppi
familiari nati in questi anni. A questo punto vogliamo ricordare
che le coppie ammesse al secondo e al terzo anno sono già state
informate direttamente, oltre ad essere segnalate nella
comunicazione relativa alla loro città. Sono ammesse anche le
coppie che per motivi di forza maggiore hanno dovuto interrompere
il corso per un anno: possono chiedere di riprendere da dove hanno
interrotto. Stanno già pervenendo le nuove iscrizioni: primo,
secondo e terzo anno si comincia tutti giovedì 10 ottobre alle
18,30 nell’ala del Convento che i francescani di Castellana ci
riservano ormai da anni (parcheggio dinanzi alla chiesa, entrata
dall’atrio della chiesa, porta a destra, possibilmente dieci
minuti prima, anche per affidare i bambini ai ludotecari Esas). Un
sentitissimo grazie va a P. Pio Dandola e ai suoi cari
confratelli. Caloroso riconoscimento spetta ai relatori che hanno
accettato di tenere i corsi e di guidare i laboratori previsti:
grazie a Dio, sono loro la risorsa più preziosa che abbiamo.
Molti provengono dall’équipe del Consultorio, ma ci sono anche
esperti provenienti dalle zone pastorali, oltre ai responsabili
diocesani che hanno confermato la loro autorevole partecipazione:
il Vicario generale, il responsabile dell’Ufficio Famiglia, il
direttore dell’Istituto di Scienze religiose, il responsabile
dell’Oasi del S. Cuore e due parroci che collaborano attivamente
col Consultorio. Stessa riconoscenza va ai volontari che
intrattengono i figli (dai 3 ai 12 anni) durante i corsi: sono
giovani della ludoteca Esas ai quali si aggiungono graditissimi
ragazzi e ragazze simpatizzanti: rinforziamo questo gruppo
provvidenziale, perché senza il servizio ludoteca non è
possibile fare formazione con le famiglie. Mentre la barca del
Seminario sta per partire, sulla banchina di parla delle novità
2002: già nel programma c’è una giornata di spiritualità che
è la domenica 3 novembre. Un appuntamento in più, ma sempre con
l’accoglienza dei figli, e con dei temi nuovissimi che
certamente incuriosiscono al solo enunciarli: la spiritualità
condivisa con la psicologia e con la fede; il nostro contesto
pastorale ai tre livelli (parrocchiale, zonale, diocesano). La
giornata mira soprattutto a far incontrare insieme i partecipanti
attuali al Seminario e i Consulenti zonali già sul territorio:
una grande “famiglia di famiglie” che per la prima volta si
ritroverà intorno alla stessa mensa. Tante ragioni per non
mancare! Altra novità, di cui dobbiamo ringraziare il nuovo
presidente dell’Esas di Alberobello, il Dr. Vincenzo Veneziano:
finalmente è possibile finanziare il Consultorio diocesano con le
offerte de-ducibili dalla Dichiarazione dei redditi. Basta fare un
bonifico bancario sul c/c n. 106038 della Banca Popolare Etica,
coordinate bancarie ABI 05018 CAB 12100, causale “erogazione
liberale”, e la ricevuta del bonifico è già valida per la
detrazione. Attualmente il Consultorio è finanziato soltanto dai
contributi della Curia diocesana, del Santuario di Alberobello, di
alcuni parroci e pochi soci (la quota statale, dovuta ai
consultori non statali ai sensi della legge regionale n.30 del
‘77, è ferma al 1998). Ora la possibilità di dare una mano, in
quest’opera di servizio alle famiglie, è data a tutti. E non
dimentichiamo l’altra proposta approvata dai Soci Esas e
dall’Ufficio Famiglia: il Premio diocesano “Famiglia
aperta”, per il quale è tempo di fare le segnalazioni da parte
di chiunque conosca coppie o famiglie che stanno aprendo la loro
casa per aiutare persone o famiglie “in stato di bisogno” (=
qualsiasi reale bisogno di aiuto). Una Commissione presieduta dal
Vescovo sceglierà una famiglia all’anno, che nella festa della
Santa Famiglia riceverà il premio consistente nell’indicazione
educativa alla diocesi e in una somma di denaro a sostegno
dell’opera intrapresa. Le offerte deducibili servono anche a
formare un fondo per questo premio. Le segnalazioni possono
pervenire per iscritto alla Curia diocesana, all’Ufficio
Famiglia o al Consultorio, anche tramite i Parroci. Infine,
permettetemi un saluto personale nella nuova veste di coordinatore
del servizio di rete del Consultorio sul territorio diocesano:
avrei voluto incontrare tutti i parroci in occasione della
distribuzione dei Programmi 2002 del Seminario che sta per
riprendere. Spero di avere il tempo di farlo almeno per alcuni
paesi all’anno, ma resto pronto alla chiamata delle zone
pastorali (o delle parrocchie) che volessero “piantare” un
Centro famiglia al servizio del loro paese: basta telefonare al
n.080-4321852 del consultorio, che ora permette anche di inviare
un fax o di lasciare un messaggio in segreteria. Potete farlo
anche con una mail all’indirizzo esas.alberobello@inwind.it.
Grazie per la sensibilità che dimostrate ai bisogni delle
famiglie: esse sono il futuro del mondo e l’annuncio della
Chiesa non può essere solo verbale. Rimbocchiamoci le maniche…
Vito Piepoli
|