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Duc
in altum!
Speciale
Assemblea Diocesana
Monopoli,
Porto Giardino
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Documenti:
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Discernimento
comunitario
(che
cos’è, quando e come funziona, a che serve, di chi è la
responsabilità)
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NOVO MILLENNIO INEUNTE
(Schedatura
della lettera apostolica di Giovanni Paolo II del 6 gennaio 2001)
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Comunicare il vangelo in un mondo che cambia
(schedatura del documento della CEI)
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Evento
ecclesiale:
ri-conoscersi
in Cristo come
chiesa
casa di comunione
chiesa
in missione
attraverso
un percorso guidato di discernimento comunitario a tre livelli e in
tre tempi successivi: quello parrocchiale, quello di zona pastorale,
quello diocesano
sulle
orme della NOVO MILLENNIO INEUNTE di Giovanni Paolo II
e
di COMUNICARE IL VANGELO IN UN MONDO CHE CAMBIA della CEI
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Mons.
Vescovo convoca per il 29 novembre 2001 tutti i parroci e tutti i membri
dei Consigli Pastorali Parrocchiali, Zonali e Diocesano.
L’incontro
si terrà presso Porto Giardino, al Capitolo (Monopoli)
dalle
ore 18.30 alle ore 21.00
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Fare
della Chiesa la casa e la scuola della comunione: ecco la grande
sfida che ci sta davanti nel millennio che inizia, se vogliamo essere
fedeli al disegno di Dio e rispondere anche alle attese profonde del
mondo.
Che
cosa significa questo in concreto? Anche qui il discorso potrebbe farsi
immediatamente operativo, ma sarebbe sbagliato assecondare simile impulso.
Prima di programmare iniziative concrete occorre promuovere una
spiritualità della comunione, facendola emergere come principio
educativo in tutti i luoghi dove si plasma l'uomo e il cristiano, dove si
educano i ministri dell'altare, i consacrati, gli operatori pastorali,
dove si costruiscono le famiglie e le comunità. Spiritualità della
comunione significa innanzitutto sguardo del cuore portato sul mistero
della Trinità che abita in noi, e la cui luce va colta anche sul volto
dei fratelli che ci stanno accanto. Spiritualità della comunione
significa inoltre capacità di sentire il fratello di fede nell'unità
profonda del Corpo mistico, dunque, come « uno che mi appartiene », per
saper condividere le sue gioie e le sue sofferenze, per intuire i suoi
desideri e prendersi cura dei suoi bisogni, per offrirgli una vera e
profonda amicizia. Spiritualità della comunione è pure capacità di
vedere innanzitutto ciò che di positivo c'è nell'altro, per accoglierlo
e valorizzarlo come dono di Dio: un « dono per me », oltre che per il
fratello che lo ha direttamente ricevuto. Spiritualità della comunione è
infine saper « fare spazio » al fratello, portando « i pesi gli uni
degli altri » (Gal 6,2) e respingendo le tentazioni egoistiche che
continuamente ci insidiano e generano competizione, carrierismo,
diffidenza, gelosie. Non ci facciamo illusioni: senza questo cammino
spirituale, a ben poco servirebbero gli strumenti esteriori della
comunione. Diventerebbero apparati senz'anima, maschere di comunione più
che sue vie di espressione e di crescita.
(Giovanni
Paolo II, Novo millennio ineunte, 43)
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