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I tasselli della diversità

   

Il Gruppo Culturale di Rutigliano apprezzando l’impegno profuso sul proprio territorio dall’associazione “IL PRATO FIORITO” riguardo all’integrazione dei “diversamente abili”, propone ai lettori di “IMPEGNO”  le seguenti riflessioni:


www.ilpratofiorito.it

 

I TASSELLI DELLA DIVERSITA’

 

Spunti di riflessione emersi dal convegno “Educare alle diversità”, organizzato dall’associazione “Il Prato Fiorito” a Rutigliano nei giorni 23 e 24 Novembre.

 

Ci siamo chiesti: quanto noi riusciamo a cogliere nell’altro la diversità? Abbiamo voluto cercare delle risposte organizzando un convegno dal titolo “Educare alle Diversità…”. I relatori intervenuti attraverso le loro esperienze di vita, non solo hanno valorizzato la diversità perché ci hanno creduto ma hanno modificato la nostra cultura sull’handicap. I loro messaggi sono diventati per noi meravigliosi tasselli di un mosaico.

Il primo tassello ci è stato consegnato da Claudio Imprudente, presidente del centro documentazione handicap di Bologna: non disabile ma diversabile, non handicap come sfiga ma come sfida. Poiché le sfide rendono la vita più avvincente, ecco l’educazione alla diversità. Bisogna far diventare la diversità da sfiga a sfida. Il trucco è questo.

Un altro tassello ci viene dai Ladri di Carrozzelle Paolo Falessi e Domenico Aldorasi che ritengono l’handicap solo un problema culturale, anzi, linguistico per cui loro, attraverso la loro professionalità, riescono a dare una nuova immagine della diversità.

Solo diffondendo questa cultura sarà possibile cambiare il ruolo delle istituzioni.

Ce l’ha proposto nel terzo tassello “ Dopo di Noi?” Luigi Vittorio Berliri, presidente della cooperativa sociale SPES CONTRA SPEM di Roma e coautore del libro “E’ Francesc@ e basta”. E’ compito delle istituzioni contribuire a cambiare questa cultura attraverso una serie di servizi che non possono essere affidati soltanto al volontariato e offrire così, delle certezze ai genitori che cominciano a chiedersi “e dopo di noi, chi pensa a nostro figlio?”.

C’è chi pensa nell’ultimo tassello ad educare alle diversità. Lo fa “la meridiana” attraverso Elvira Zaccagnino con la pubblicazione di libri che forniscono gli strumenti, le storie che aiutano a vivere meglio le relazioni con gli altri e, a considerare la diversità come “alterità”, cioè l’altro come persona, come identità, come storia, come patrimonio, come ricchezza.

A questi tasselli ne vorremmo aggiungere altri per ingrandire il mosaico delle diversità dove ognuno possa sentirsi protagonista nella propria diversità.

 

 

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