Anche
quest’anno si è ripetuta l’esperienza di una settimana di
aggiornamento fuori diocesi del Clero.
Dal 12
al 17 novembre una trentina di sacerdoti con il Vescovo e il Vicario
Generale sono stati a Palermo per riprendere in mano la Costituzione
conciliare sulla Chiesa che dalle prime parole del testo latino è
conosciuta come “Lumen gentium”.
Fulcro
di queste giornate sono state: la Concelebrazione eucaristica presieduta
dal nostro Vescovo e le
relazioni svolte da sacerdoti e laici della Facoltà teologica di Palermo.
Dalla
trattazione dei temi e dal dialogo intenso, seguito a ciascuna di esse, è
derivato non solo un approfondimento dei paesaggi nodali del discorso
sulla Chiesa ma una conoscenza nuova della Chiesa siciliana che, pur
avendo caratteri comuni alle Chiese del meridione d’Italia, presenta
peculiarità di grande interesse che ne spiegano il cammino storico e la
situazione odierna.
Ad
arricchire le giornate di studio ci sono state le visite fatte, al
Cardinale Salvatore De Giorgi che ci ha illustrato la diocesi di Palermo
come si presenta oggi, e quella all’Arcivescovo emerito Cardinale
Salvatore Pappalardo che si è intrattenuto amabilmente con il gruppo in
una conversazione ricca di saggezza e di umorismo.
Ai due
Porporati è stato offerto il volume recentemente pubblicato sulla
Cattedrale di Conversano.
I
pomeriggi sono stati dedicati alla visita delle chiese e dei monumenti più
belli della città e dei dintorni.
Hanno
completato l’esperienza due momenti molto interessanti:
l’illustrazione delle Scuola Teologica di Base, funzionante da oltre 20
anni, e la visita alla Missione di speranza e carità nella quale un
laico, Biagio Conte, assistito da un salesiano, D. Giuseppe Vitrano,
accoglie i più poveri tra i poveri (barboni, alcolizzati, carcerati in
servizio diurno, extracomunitari ecc.), li assiste con illuminata saggezza
educativa e ne avvia il reinserimento nella società.
L’edificio,
nel quale è ospite questa realtà caritativa era un rudere, di proprietà
del Comune e abbandonato da decenni, che Biagio Conte ha ottenuto dopo una
lunga e defatigante battaglia condotta contro la burocrazia frenante
dell’ente locale e ha trasformato in dignitosa casa di accoglienza e di
laboriosa permanenza. La visione delle fotografie, che ritraggono lo stato
iniziale dell’immobile, e il confronto con gli ambienti di oggi
(ambulatori, cappella, refettorio e cucina, laboratori) danno non solo la
misura del cammino fatto da quest’opera ma anche la percezione di tutto
un popolo che giorno per giorno l’accompagnano e la sostengono.
Come
ultima nota di cronaca va ricordata l’atmosfera di cordiale fraternità
e di schietta allegria che ha caratterizzato le giornate della comitiva.