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Davanti a Maria

Riflessioni di un giovane

seminarista sulla sua vita.

 

Vergine Santa,

sono uno di quei ragazzi che vive “l’età negata”, così chiamano gli addetti ai lavori l’adolescenza. Mi trovo qui davanti a te forse per caso oppure come dicono i miei educatori per un disegno di Dio. Sai, Madre Santa, io ho grande difficoltà a capire questo disegno, perché mi sembra una cosa difficile, impegnativa, che riguarda il futuro. A me, invece, hanno insegnato a pensare solo alle cose di oggi, del presente, perché il futuro è una cosa da adulti. Forse al mio futuro ci stanno già pensando i miei genitori che spesso ossessivamente mi ripetono: “Mi raccomando non ci deludere, perché tu sei il nostro investimento!”.

Un giorno ho provato a chiedere a mia madre che cosa significasse questa frase e lei mi ha raccontato tutta la fatica che lei e papà hanno fatto per mettermi al mondo, non perché non potevano avere figli, ma perché hanno dovuto programmarmi tra un impegno di lavoro e l’altro. Perciò pensando a me, loro sognano ad occhi aperti: vogliono che io sia un medico o un professore o un imprenditore o un manager oppure se proprio dovessi rimanere irrimediabilmente contagiato dal Seminario, almeno un monsignore, uno di quei preti che contano. Hanno puntato su di me per ottenere quello che loro non sono riusciti a realizzare.

Devo confessarti, o Vergine Maria, che da un lato questo mi alletta, ma se ci rifletto bene forse provo fastidio per questi progetti pensati altrove, anche se nella mente dei miei cari genitori. Un fastidio che nasce anche da quello che spesso ascolto in Seminario dai miei educatori.

L’altra sera, in una catechesi, il mio educatore ha ribadito che: la vita è dono di Dio, un dono che deve essere donato agli altri secondo il disegno di Dio. Ma questo disegno deve essere compreso nella libertà, con responsabilità e soprattutto senza condizionamenti.

Francamente devo dire che per me parole come libertà e responsabilità non hanno ancora un significato chiaro; anche se intuisco che si tratterà di cose importanti dal momento che spesso ne sento parlare.

O Vergine Madre, io ancora non ho deciso che cosa voglio fare della mia vita, non so bene chi voglio essere.

Spesso mi capita di sognare e allora la mia mente vola tra le mille possibilità che la vita offre. Ma tante altre volte mi ritrovo a volare a bassa quota e questo mi capita spesso quando sto con la mia comitiva di amici. Noi non parliamo mai di disegno di Dio, di vocazione, di futuro, ma stiamo ore ed ore a guardarci gli uni gli altri senza mai parlarci, affidando i nostri pensieri a un banale e impersonale SMS, oppure a coccolarci con quella fiera delle banalità che è la moda per constatare con un pizzico d’orgoglio che noi indossiamo l’ultimo modello della Nike ... Forse è vero che la nostra vita si svolge tutta in una vasca, una vasca che non ci insegna più a nuotare nel mare aperto.

I nostri educatori ci hanno detto che questo il Papa ha chiesto alla Chiesa, dopo il Giubileo: che impari a nuotare in mare aperto, senza paure. Chissà se un giorno io ci riuscirò: riuscirò a nuotare con la forza delle mie braccia, tracciando nella mia mente l’itinerario da seguire e trovando nel mio cuore la forza per arrivare alla meta.

O Maria, fin da piccolo mia nonna mi ha insegnato a pregarti, perché diceva che chiunque può rivolgersi a te, che sei Mamma, e una mamma non rifiuta a nessuno il suo aiuto. Io sono convinto che questa sera sei stata lì in un angolo del cielo ad ascoltarmi, per questo mi permetto di chiederti aiuto. Aiutami, o Madre, a saper capire il disegno di Dio sulla mia vita. So che anche tu rimanesti turbata davanti alle richieste di Dio, però poi ti fidasti di Lui e la tua vita decollò sulle ali della generosità.

Tante volte ho cantato quel canto che dice: “Ogni uomo semplice porta in cuore un sogno ...“ io ne ho tanti sogni nel mio cuore, ma non so se questi coincidono con il disegno di Dio. Aiutami a scoprirlo, o Madre! E se per caso non dovessero coincidere dammi il coraggio che hai avuto tu, per rinunciare a me stesso e scegliere il disegno di Dio.

Infatti conosco la tristezza di tanti miei amici più grandi che per non aver accettato il disegno di Dio, ora convivono con molti compromessi. Vergine Santa non mi sento un eroe, perché ho avuto il coraggio di vivere lontano da casa, ma se un giorno sarò prete vorrei abbandonare quella piccola vasca dove vivo, per nuotare nel mare aperto; vorrei avere la fiducia, la fede, l’entusiasmo dei grandi uomini che hanno attraversato il mare della storia a bordo della barca della Chiesa.

E per l’oggi della mia vita, ti chiedo solo di poter sfuggire ai mille avvoltoi di ogni tipo che bramano avermi come preda, per poter, insieme alle persone che vogliono il mio bene, preparare il terreno del mio cuore per seminare i semi della libertà e responsabilità, con la speranza che diventino due querce a perenne memoria dell’amore di Dio, che in ogni uomo fa risplendere la sua gloria.

 

Grazie, o Madre!

 

 

 

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