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Milano e

Conversano - Monopoli

 

“Guinea e Zambia”, “Campagna Ecclesiale per la riduzione del debito estero dei paesi poveri”, “Fondo di contropartita”, “Raccolta di fondi”, “Operazione di conversione del debito”: sono tutte parole ascoltate e approfondite durante il Grande Giubileo del 2000, ormai conclusosi da circa un anno. La realtà che era dietro a quelle parole mantiene tutta la sua tragica consistenza storica, ogni tanto rimessa in luce dai riflettori dei mezzi di comunicazione sociale.

Cosa è successo in questo anno? Poche cose, ma molto significative. Chi si aspettava la realizzazione dei progetti di sviluppo nei due Stati presi in considerazione dall’iniziativa della Conferenza Episcopale Italiana non sarà gratificato dalla notizia, che è bene dare subito, che i progetti non hanno avuto ancora inizio. Però, delle poche cose che sono successe è bene essere a conoscenza.

Elenco dei membri del consiglio di amministrazione della “Fondazione Giustizia e Solidarietà”

1.NICORA Attilio, Vescovo (nominato dalla C.E.I) - Presidente

2.ANDREOZZI Giuseppe, sacerdote (nominato dalla C.E.I.)

3.CALCAGNO Domenico, sacerdote (nominato dalla C.R I,) - Tesoriere

4.TARCHI Paolo, sacerdote (nominato dalla C.E.I.)

5.STANZIONE Alfonso, religioso (designato, dalla C.I.S.M. e dalla U.B.I.)

6.RAMBALDI GUIDASCI Roberto, impiegato (designato dalla Caritas) - Vicepres.

7.TANARA Maria Grazia, impiegata (designata dall’Arcidiocesi di Milano)

8.SABATO Vito, insegnante (designato dalla diocesi di Conversano-Monopoli)

9.MANTOVANI Agostino, dirigente (designato dalla F.O.C.S.LV.) - Segretario

10. JAHIER Luca Giuseppe, impiegato (designato dalle A.C.L.I) - Vicepres.

11.SCALVINI Felice, avvocato (designato dalla Confcooperative)

12.SALINA Giorgio, dirigente industriale (designato dalla Compagnia delle Opere)

13.GIANTURCO, impiegato (designato dalla Comunità di Sant’Egidio)

14.ZAPPONE Domenico, insegnante (designato dall’Azione Cattolica Italiana)

La Campagna Ecclesiale Italiana per la riduzione del debito dei paesi poveri ha avuto termine con la chiusura del grande Giubileo e a maggio scorso S. Ecc. Mons. Attilio Nicora ha dato relazione conclusiva all’Assemblea Generale dei Vescovi Italiani. Nella nostra Diocesi la Campagna si è conclusa con la chiusura dell’anno giubilare e di essa è stata data relazione dettagliata al Consiglio Presbiterale in data 22 marzo 2001 e a tutte le realtà della Diocesi con il numero speciale di Impegno.

Il Comitato Ecclesiale Italiano, dovendo per statuto esaurire il suo lavoro al 31 dicembre 2001, ma non avendo ancora portato a compimento l’operazione finanziaria per cui si era impegnato, si è trasformato il 12 novembre 2001 nella “Fondazione Giustizia e Solidarietà”, ente che con il riconoscimento civile diventa mediazione possibile per lo Stato Italiano nella realizzazione dei progetti di sviluppo come previsto nella legge sulla cancellazione del debito, già approvata dal Governo italiano.

L’obiettivo della sensibilizzazione e della formazione sul problema del debito, perseguito dal Comitato Ecclesiale Italiano nella Campagna del Giubileo, è diventato il terzo scopo della Fondazione che si impegna ad approfondire scientificamente le problematiche del debito estero, connessi con l’economia internazionale, favorendo la circolazione della documentazione già esistente e promuovendo le attività di ricerca.

La pressione sulle Istituzioni, che era il secondo obiettivo della Campagna Ecclesiale, ha dato i suoi frutti sul piano nazionale. L’Italia si è conquistata sul piano internazionale l’attributo di coraggiosa, perché è stata la prima nazione che ha varato il 25 luglio 2000 la Legge 209 sulla cancellazione del debito dei paesi poveri creditori dell’Italia. A quella legge ha fatto seguito il Regolamento di attuazione della Legge 209 del Ministero del Tesoro, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 116 del 21 maggio 2001, nel quale si pone il vincolo che consente all’Italia di siglare accordi di cancellazione soltanto dopo l’avvenuto accordo in sede internazionale. Questa clausola del Regolamento ha reso possibile il 22 ottobre scorso la sigla dell’accordo di cancellazione con la Guinea, mentre ancora non rende possibile l’accordo di cancellazione tra Repubblica Italiana e Zambia.

La raccolta di fondi, intesa come azione concreta, ha fatto pervenire al Comitato la somma in lire di circa 35 miliardi. La Diocesi di Conversano-Monopoli ha contribuito alla costituzione di questo fondo con la somma di 465 milioni di lire, pari a lire 2052 pro capite fidelium. La gestione di questo fondo, al fine di portare a compimento l’intervento finanziario prefissosi dal Comitato Ecclesiale, è diventata il primo scopo della Fondazione neocostituita. A tale scopo la Fondazione ne aggiunge un secondo nella stessa linea: attivare o promuovere eventuali altre iniziative tendenti alla riduzione e conversione del debito estero che gravita sui Paesi più poveri.

Chi guiderà la Fondazione? Un Consiglio di Amministrazione costituito da 14 persone designate da altrettanti enti. Tra questi ci solo sono due diocesi italiane: Milano e Conversano-Monopoli (nella persona del sottoscritto). La nostra diocesi è stata scelta (secondo la motivazione addotta da Mons. Nicora in sede di costituzione della Fondazione) perché quella che in assoluto più si è impegnata nell’azione di sensibilizzazione della base.

Ecco aperto un nuovo capitolo per la Diocesi. È un capitolo dal respiro internazionale e “globale”; è un capitolo che va a rendere ancora più corposo il capitolo della storia della cooperazione tra la Diocesi e le altre Chiese; è un capitolo che, al di là del pur meritato riconoscimento per la Diocesi, appella gli operatori, soprattutto della carità, a condividere le responsabilità di gestione di una somma raccolta, il sostegno ad una idea vincente sul piano internazionale, la promozione di una sensibilità sempre maggiore per i problemi derivanti dalla globalizzazione.

Vito Sabato

 

La Fondazione persegue i seguenti scopi:

A. Portare a compimento l’intervento finanziario e la realizzazione dei progetti di sviluppo in favore di Guinea e Zambia, al fine di ridurne l’esposizione debitoria, attraverso: la partecipazione agli accordi intergovernativi, 1‘accompagnamento della gestione dei fondi di contropartita nei due paesi, il sostegno ai rispettivi Comitati di gestione locali, l’attivazione di collaborazioni con istituzioni ecclesiali, organizzazioni non governative e altri operatori e istituzioni, la redazione dei resoconti annuali e finale da far conoscere a quanti hanno contribuito alla colletta e all’opinione pubblica italiana.

B. Attivare o promuovere eventuali altre iniziative tendenti alla riduzione e conversione del debito estero che grava sui Paesi più poveri, avendo cura che i risparmi così conseguiti siano destinati in modo diretto a investimenti per lo sviluppo e per la lotta contro la povertà in ogni settore in cui si promuove la piena realizzazione della persona umana nella sua dimensione spirituale, culturale, professionale e civile.

C. Contribuire all’approfondimento scientifico, culturale e progettuale delle problematiche del debito estero e degli a-spetti connessi dell’economia internazionale, favorendo la messa in rete delle attività di documentazione e ricerca già esistenti, promovendo specifiche attività di ricerca ed eventi culturali, proponendo percorsi didattici ed educativi a supporto dell’impegno di animazione di stimolo e di partecipazione.

 

 

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