S P A Z I O    D I S P O N I B I L E

La pillola del giorno dopo

incontro dibattito a Polignano a Mare

di Domenico Matarrese

La pillola del giorno dopo” è stato il tema di un incontro-dibattito organizzato, presso la sala consiliare del Comune di Polignano a Mare, dal locale Centro di ascolto che fa capo al Consultorio familiare diocesano Esas di Alberobello.

L’iniziativa ha costituito un’occasione per rendere pubblica l’attività del Centro che, nato dall’impegno di un gruppo di famiglie, grazie alla proficua collaborazione dei parroci, si sta adoperando per promuovere la pastorale familiare nel territorio comunale.

Particolarmente stimolante il tema scelto, presentato - davanti ad un pubblico numeroso ed attento - dal prof. Vito Piepoli che, responsabile del Consultorio diocesano, ha moderato i lavori. Si è discusso, infatti, di un preparato che, già sperimentato in Francia e diffuso sul mercato italiano nel novembre scorso, per effetto di un decreto del ministro della sanità, se assunto entro 24 ore, al massimo 72, da un rapporto ritenuto fecondo, è in grado in sostanza di evitare la procreazione.

La questione ha suscitato un ampio dibattito a livello nazionale che, amplificato dai mass media, ha coinvolto le istituzioni, la chiesa e tutta la società civile, divisa nel considerare il prodotto abortivo o meno.

Il professor Filippo Boscia, primario di ostetricia e ginecologia dell’ospedale Di Venere di Bari, autorevole esponente dei medici cattolici, ha illustrato le caratteristiche tecniche del preparato che provoca una mestruazione repentina. A seguito della consultazione dei trattati in materia, italiani e stranieri e dei più validi vocabolari, lo studioso ha evidenziato come la gravidanza inizi con la fecondazione e, pertanto, “si tenta di diffondere forme nascoste di aborto con una terminologia falsa e ingannevole”. “Dal momento che l’effetto della pillola contraccettiva consiste nell’impedire ai gameti di riprodursi – ha proseguito Boscia – quella che provocatoriamente viene definita come la pillola del giorno dopo è un preparato ormonale, ad altissime dosi e svolge una funzione non contraccettiva ma intercettiva, in quanto intercetta l’embrione, l’uovo fecondato e, quindi, equivale ad una forma di aborto nascosto”.

Fin qui i contenuti di una relazione che, accompagnata da immagini e diapositive, è stata presentata con il vigore e la convinzione proprie di chi, come scienziato prima ancora che come medico cattolico, ha presentato un ricorso al Consiglio di Stato contro il Ministro della sanità.

Un esplicito appello a rispettare la vita dal suo concepimento alla conclusione naturale è giunto anche dal prof. Francesco Bellino (docente di Filosofia morale presso l’Università degli studi di Bari) che ha descritto lo scenario inquietante in cui stiamo vivendo. che deve indurre ognuno di noi ad un grande senso di responsabilità, ad esaltare la cultura della vita. “Un nuovo orizzonte si sta disegnando – ha aggiunto Bellino - è la pillola del giorno, così come l’eutanasia, ne è un’espressione. Stiamo per entrare nell’epoca del post-umano e, mentre cambia il rapporto con la vita, dobbiamo dire no a tutti i progetti di morte. Di fronte alla cultura fortemente specialistica ed analitica che caratterizza il nostro tempo, occorre recuperare l’uomo nella sua globalità, la visione del tutto, la cultura della vita contro l’individualismo, respingendo i progetti di morte, soprattutto qui al Sud dove i valori umani sono ancora forti e radicati”.

Gli ha fatto eco don Luigi Renna che - docente di teologia morale presso l’Istituto teologico pugliese - ha evidenziato come il problema vada affrontato in una prospettiva più ampia, sollecitando una maggiore attenzione per il valore della vita, che riguarda sia i credenti che i non credenti, in quanto attiene al senso di responsabilità che è proprio di ciascun uomo.

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