S P A Z I O    D I S P O N I B I L E

Immigrazione

Convegno Caritas

di Pierino Gonnella

Voluto dalla Caritas Italiana e promosso insieme alla Delegazione Regionale e dalle Caritas della Puglia si è tenuto ad Otranto nei giorni 1-3 marzo 2001 il Convegno Nazionale sull’Immigrazione a 10 anni dal primo sbarco di cittadini albanesi in Italia.

Il Presidente della Caritas Italiana, mons. Benito Cocchi, dopo aver dato un giudizio più che positivo sull’attuale legge sull’immigrazione (la cosiddetta Turco-Napolitano) che ha posto l’Italia all’avanguardia, ha detto che : “Per quanto perfettibile l’attuale legge rappresenta nel quadro generale europeo un riferimento pienamente apprezzabile, che garantisce con forza alcuni dei diritti fondamentali e lascia aperti orizzonti che proiettano verso una società che include e non esclude. Il problema semmai sta nella scarsa applicazione di questa legge proprio nella sua parte più interessante e lungimirante: quella del-l’integrazione e della nuova cittadinanza, sopratutto per effetto delle difficoltà degli enti locali ad esercitare quella primaria responsabilità a loro attribuita dalla legge“.

I lavori dei circa 300 convegnisti, provenienti dalle Caritas di tutta Italia, sono proseguiti con una riflessione facendo memoria di dieci anni di storia attraverso una lettura critica del fenomeno immigratorio in ambito politico, sociale, civile ed ecclesiale e nello specifico albanese. Il momento di confronto e di verifica ha confermato che il fenomeno immigrazione sta cambiando perché la presenza degli immigrati in Italia é una presenza sempre più stabile. Gli immigrati regolari nel nostro paese sono 1.700.000 pari al 2,9% della popolazione italiana (57 milioni e settecentomila). Il 55% é insediato al Nord, il 30% al Centro. Solo il 15% tra Sud e Isole dove si è verificato un calo di presenze stabili. Fra un anno saremo a quota 3% mentre la media dell’Unione Europea è del 5% con punte, come Francia e Germania, rispettivamente al 6% e 9%. Questi numeri indicano l’immigrazione non come fenomeno temporaneo ma stabile.

Ogni 10 immigrati 4 sono europei, 3 africani, 2 asiatici e 1 americano. Marocco, Albania, Romania, Filippine, Cina sono ai primi posti. Paesi come Cina, India, Macedonia, Romania e Albani - in alcuni momenti - hanno rappresentato il 20% dell’immigrazione.

Dal punto di vista del lavoro é stato rilevato che su 10 soggiornanti, 6 hanno il permesso per motivi di lavoro. Se ad essi aggiungiamo le persone presenti per ricongiungimento familiare si deduce che la forza lavoro immigrata supera potenzialmente il milione di unità.

Difficoltà incontrano gli immigrati per ottenere la cittadinanza italiana. 30.000 figli di famiglie immigrate in Italia, bambini nati in Italia, non hanno facilmente accesso alla cittadinanza.

Dalle ‘anticipazioni’ del Dossier Statistico Immigrazione 2001 curato dalla Caritas si rileva che la Puglia con 35.565 soggiornanti stranieri al 31 dicembre 2000 su un totale di 1.388.153 a livello nazionale è l’ottava regione in graduatoria, molto lontana dalla Lombardia (308.408) e Lazio (245.666). Bari è la provincia con l’insediamento più importante ( 4 immigrati su 10 regolarmente presenti), seguita da Brindisi e Lecce che hanno un uguale peso (2 soggiornanti in ciascuna di esse ogni 10 presenze). La diversa collocazione geografica relega le province di Taranto e di Foggia a una funzione residuale nelle vicende dell’immigrazione pugliese.

Il convegno ha chiaramente affermato che è iniziato in pieno il tempo dell’integrazione sia per la dimensione quantitativa dei cittadini stranieri soggiornanti in Italia e sia per il ritmo del loro incremento annuale. Compito della comunità ecclesiale é quello di far scoprire la valenza positiva dell’immigrazione, come ha affermato il Direttore della Caritas, don Elvio Damoli.

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